Feb 05 2007

.:del bus

Tag: disegnini milanesituka @ 3:07 pm

L’andava. Avanti e indietro; indietro e avanti. Vuoi il freddo, vuoi l’impazienza, non la trovava requie senza levigar la sóla.

Io vicino, d’involontario, bisbigliato canticchio, m’irrigidisco1 silenziosamente. Ella fa di peggio, traversando verso la colonna arancio, poi di nuovo indietro. Di tanto in tanto, s’incrocia lo sguardo, che subito si perde altrove.

Ancòra cammina, e io l’imito pel verso opposto, verso la fumatrice - non che sia l’unica - e indietro ancòra.

Poi dal silenzio emerge un “anche lei il 27?” “Eh si”. Gli occhi si allargano, lo sguardo si spinge in avanti come uno sbuffo d’aria fredda. Io sono appena arrivato, ed è già la seconda volta che non si vede. “Eh, tutte le sere così. Le sere ed i weekend!”.

Le sopracciglia alzate, le mie. E con voce sforzata annuii; proprio come di chi dei bronchi ha subito l’oltraggio, vuoi per soffiar di nembi, vuoi pioggia di particolati, o per quel che’l medico sornione diceva il malcostume dei giovani: di spinger la lingua - e le sue cose - più in giù che si poteva. “Signora mia!”.


Jan 15 2007

.:Liberi, a Milano

Tag: disegnini milanesituka @ 3:17 pm

Incerto, tra il lato della strada e il contiguo marciapiede, il Commenda si fermò un secondo, lì dove si trovava, senza pensar d’essere nel mezzo, a ragionare. E non si può dir quanto ragionamento intercorse in quella frazione di secondo, che qualcuno del volante fece trombetta: un clacson gioioso a fargli fretta, come se dicesse: “Non pensare! Parcheggia!”

E il Commenda, incalzato suo malgrado, parcheggiò. La marcia ingranata, il rombo affannoso, accelerando, passò il brusco scalino tra la strada ed il rialzo e si infilò a fatica in un buchetto piccolino, lasciato da altri due che come lui, si trovarono poco prima a pensare, quella stessa frazione di secondo.

“Lo fan tutti, lo fanno”, si borbottava contento. Ed in effetti la strada la si vedeva sgombra ma i marciapiedi - uh, quelli! D’ambo i lati coperti di vetture: utilitarie, motocicli, biturbo, doppio scappamento, trazioni integrali, la sportiva dal rosso acceso o la classica auto di rappresentanza e le piccole, le cinesi, ah, ormai dovuque!

Non mancava poi la due cavalli, quasi d’epoca, con la capotta un poco logora, e con tanto di disinibito proprietario che il pedone, nella gimkana tra il colorato catalogo dei veicoli, poteva notare a reclinato sedile nell’intento di baciare appassionatamente la sua bella. Ma solo nel più decoroso dei casi.