La parte centrale
Può diventare quel che vuole. Non sta all’inizio, dove un racconto comincia, non alla fine. Può diventare un milione di cose, e quel milione di cose trasformarsi di nuovo nel nulla che l’ha originato.
La parte centrale esplora il mondo del possibile in alcune sue strade, rimpiangendo quelle non percorse, maledicendo le altre. Il grande centro raccoglie i dispersi, i delusi, gli entusiasti, i nani e le ballerine, si può allargare a piacere, e a volte è la parte migliore.
Ma questo non si può ancora dire, bisogna aspettare. E procedere con l’orecchio sempre teso.
Disclaimer: c’é un verso spurio, lo ammetto, e un premio a chi lo trova (in attesa di un vincitore al gioco di Max)
Prisoner’s Dilemma
Ogni giorno una lotta:
Chi sta sopra e chi sotta?
Mi preparerò poi uscirò;
Di fronte a te
Mi avrebbe tradito un po’ d’emozione
Parigi all’amo dei ricordi!
Lasciami andare!
Le frustrazioni te le do!
Parole, soltanto parole:
Cogli la mia rosa di niente!
Mi cambia spesso di umore
Io mi dissocio da me;
Il resto lo trova naïve.
Non mi abbandonare,
Amore immaginario,
In questo frenocomio nero.
Un inconscio fragile,
E lui, fra noi:
“Siamo sulla stessa barca io e te”.
Guarisce d’incanto la tua malattia
(claustrofobia? cleptomania? licantropia?)
Nel letto di Lucia
Io stasera insieme a un altro
E tu starai a ridere di me
Ti strapperò dalla faccia
Quel tuo sorriso beffardo
Nella stazione, l’orologio, il pendolino,
Fretta per gli spostamenti a monte.
Ho aspettato tanto per vederti
Non nei sogni ma così come sei
Ma non è successo niente.
You talked to me
as if from a distance.
Quella persona non sei più.
Quella persona non sei tu.
The radio is silent, so are we
Col tempo tutto se ne va
L’altro che adoravi
Tra le frasi e le righe.
Che giorno triste questo mio
O forse non c’incontreremo mai
Ognuno a rincorrere i suoi guai
It’s all just a little bit
of history repeating
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