Mar 31 2007
.:le strade dentro milano

sul cinquantaquattro, guardo fuori da entrambi i lati cercando di leggere nel contrasto delle cose un segno, un’indicazione che mi appartenga, unica, segreta. mi sento ad un crocevia: molte sono le strade, scarse le indicazioni; il peso della scelta mi fa vacillare, e con esso una febbre nascosta.
sono sempre stato a un crocevia. passato l’uno, ecco il successivo all’orizzonte. tornando indietro, ecco il precedente, da cui altri si allacciavano di seguito; le somiglianze non bastavano a eguagliarli, le differenze non bastavano a distinguerli. la fantasia combinatoria tentava di chiudere in un’unica formula tutta questa molteplicità, e falliva.
questa musica nel mio cervello si somma al ruggito dei motori, allo stridore dei freni, alla voce metallica che bisbiglia le fermate: plebisciti, susa, pannonia-masotto, pitteri-rubattino, saccardo, bottini-lambrate. io penso ai giorni passati, ai giorni presenti, a quello che mi è mancato, a quel che ho avuto, ma è soprattutto del primo che mi dolgo, silenziosamente.
il mio punto d’arrivo è stato punto di partenza in giorni passati: ma quando, giunto a destinazione, lo osservo da lontano nel silenzio delle cose notturne, non una pietra, non un arco, non un marciapiede è ancora sveglio per parlare con me. le scanalature delle pareti a vista si confondono coi ciottoli della strada e il metallo verniciato delle panche; riflettono una luce bianca e serena, la luce di chi è in pace con se stesso.
dal loro silenzio sono partito, per un altro viaggio.

