Jan 15 2007
.:Liberi, a Milano
Incerto, tra il lato della strada e il contiguo marciapiede, il Commenda si fermò un secondo, lì dove si trovava, senza pensar d’essere nel mezzo, a ragionare. E non si può dir quanto ragionamento intercorse in quella frazione di secondo, che qualcuno del volante fece trombetta: un clacson gioioso a fargli fretta, come se dicesse: “Non pensare! Parcheggia!”
E il Commenda, incalzato suo malgrado, parcheggiò. La marcia ingranata, il rombo affannoso, accelerando, passò il brusco scalino tra la strada ed il rialzo e si infilò a fatica in un buchetto piccolino, lasciato da altri due che come lui, si trovarono poco prima a pensare, quella stessa frazione di secondo.
“Lo fan tutti, lo fanno”, si borbottava contento. Ed in effetti la strada la si vedeva sgombra ma i marciapiedi - uh, quelli! D’ambo i lati coperti di vetture: utilitarie, motocicli, biturbo, doppio scappamento, trazioni integrali, la sportiva dal rosso acceso o la classica auto di rappresentanza e le piccole, le cinesi, ah, ormai dovuque!
Non mancava poi la due cavalli, quasi d’epoca, con la capotta un poco logora, e con tanto di disinibito proprietario che il pedone, nella gimkana tra il colorato catalogo dei veicoli, poteva notare a reclinato sedile nell’intento di baciare appassionatamente la sua bella. Ma solo nel più decoroso dei casi.

