Nov 20 2006

.:Yay!

Tag: booze, lines, chronicletuka @ 6:20 am

Today I finished my thesis. Now it’s all about fixing typos. I can see the end of the tunnel.

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Nov 17 2006

.:Oh giraffe of my dreams!

Tag: I have a dreamtuka @ 6:25 pm

To make my sleep softer, last nite I decided to turn my iPod on - very quietly - and listen to my favorite edition of the Well-tempered Clavier, performed by legendary Rosalyn Tureck. Indeed I started sleeping, but in the middle of the night I woke up suddenly at the end of a nightmare.

In this bad dream I’m dressed up, walking on a flat, undefined land, similar to a public park but with not so many trees, or maybe with no trees at all: just a bench every now and then. I’m walking towards the graduation site with my Macbook in hands.

I clearly remember that I’m suddenly in the middle of a panic attack: I forgot to prepare the slideshow for my defense. And it’s only 30 minutes before my turn. So I sit down on a bench, trying to choose an application for a quick slideshow but I’m terrified about time moving on, and I can’t produce anything good.

At a certain moment I feel something behind me, sort of a head behind my head, looking at what I’m doing. For unknown reasons, I feel that this presence is a giraffe, now with its head high in the sky.

But when I get up and turn, there’s nothing left behind me. Just the feeling of a presence. Bizarre: I can feel and imagine something as clear as a full giraffe, with its neck and peculiar fur, but I can’t see it. Dr. Freud?

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Nov 08 2006

.:last train for “Cudgor”

Tag: dialogues , italianlife, fine humor, chronicletuka @ 9:00 pm

Un viaggio in treno Codigoro-Milano e ritorno, in un giorno solo, apre un libro sull’umanità, le sue regole e le sue differenze.

Comincia alle 7.52, quando il tranquillo regionale - due ore soltanto per arrivare a Bologna - chiude le porte, ingrana la marcia, romba i motori, scoreggia e comincia a muoversi. Anche in un paese isolato come Codigoro sono arrivate le persone di colore: salgono persino sui treni, hanno le tipiche chiome leonine e ascoltano su un lettore mp3 musica reggae a palla. Io vorrei dormire, invece chiudo solo gli occhi e immagino la leonessa a danzare sotto roboanti luci stroboscopiche.

Finalmente, a Bologna un treno degno di tale nome: si fan prima i 300km da Bologna a Milano che i 100 da casa mia a Bologna!

L’Eurostar un tempo era il treno dei ricchi. Ora invece, è lo specchio della società tutta, specialmente se arriva da Roma. Ligio alla prenotazione, vado a prendere posto di fronte ad un simpatico spacciatore, seduto davanti ai suoi simpatici amici. Io lo so che è uno spacciatore. Lui - ovviamente - lo sa che lo so. Lo sanno anche i miei vicini - una coppia romana - che ha controllato per tutto il viaggio la tabella di marcia; e lo sa pure la ragazza vicino a loro, che ha deciso di dormirci sopra. Solo la polizia non lo sa. Vanno nel bagno a scambiarsi la merce. Prima entra chi la dà, poi chi la riceve. Solo la polizia non lo sa. E se anche lo sapesse?

A Milano pensavo di trovare la classica nonnetta nordica, cotonatura moratti, mesh di stagione, soprabito viola; quella che ti parla solo con gli sguardi, solitamente ricchi d’acrimonia: ecco lo sguardo del “mi chieda se mi voglio sedere, che poi le rispondo di no”, lo sguardo del “lo chieda a un altro”, lo sguardo del “cosa ha da guardare”. Oggi invece, sul tram, chiedo alla gentile signora di fianco a me come si arriva alla fermata Mecenate-Fantoli e la nonnetta si scatena: prima dice che non lo sa, poi dice che crede di saperlo, poi lo chiede a quello davanti a lei, a quella di fianco e fortuna che non ci sono persone anche sopra, sui tram. Alla fine arrivo a destinazione che lo sanno tutti, alla faccia della riservatezza mitteleuropea.

Quando arrivo al JobMeeting, ho come l’impressione che abbiano già dato il meglio, e ora sia la fase dei ritardatari; non me la prendo e comincio la mia opera di coercizione. Sono tre ore che non mangio, quattro che non bevo, non so come trovo la carica visto che non ci vedo più dalla fame. Ma vado avanti imperterrito.
Tento di fare del mio meglio ma agli stand sono uno più stanco dell’altro. Il meglio alla Siemens, dove mi presento a una vecchia quaglia in sciarpa e occhiali d’epoca (rubati a Bettino Craxi):


“… mi sto per laureare in Informatica”

“Ma noi cerchiamo più che altro ingegneri informatici…”

“Ah, siete così razzisti?”

Faccio non poca fatica a far accettare il mio sense of humor: ci provo anche allo stand di Ferrovie dello Stato, ma senza successo:


“Sa con cosa sono venuto oggi?”

“…col curriculum?”

“Ma no! Col treno!”

Attimi di gelo che solo un’abile faccia tosta è riuscita a scaldare.

Gira che ti rigira ottengo - a sorpresa - addirittura un colloquio. Con una banca. Con una quasi proposta di assuzione, ma non a tempo indeterminato. Di questo però, vi dirò in un altro post.

Ormai completamente disidratato, tanto da non avere fame per essiccamento di stomaco, esco dal padiglione, ri-prendo il tram, ri-prendo la metro, e faccio il biglietto per il treno. Tutto questo con al mio fianco sempre lo stesso signore, uscito dal Jobmeeting pure lui ma a mio parere dal “lato assunzioni”. Compro un panino, salgo sul trenino ed ecco che lo stesso signore siede esattamente davanti a me, entrambi col prenotato posticino.

Di fianco ho una elegante giovane spocchiosa, più a lato il tipico studente milanese con la faccia da milanese, il pullover da milanese e se annusassi pure l’alito da milanese e infine qualcun altro. Nessuno parla o fa rumore di alcun tipo: tutti però hanno in mano il telefonino e di scatenano in un tour de force di telefonate e messaggi. Per la prossima volta ho già deciso: mi faccio dare il numero e poi con un SMS chiedo se posso allungare i piedi.

Ad ogni fermata dell’Intercity Plus c’è chi va e chi viene. Prima perdiamo lo studente, che va a farsi un giro per il treno, poi la spocchiosa, che ci lascia a Reggio Emilia, ma non c’è motivo di tristezza: arrivano il super-manager e il cieco tabagista.

Il super-manager è il manager più manager di quello che ho davanti. Ha un soprabito più bello, le scarpe più comode, mantiene la giacca e la cravatta, che io ho tolta per primo e il mio dirimpettaio per secondo. Non fa telefonate: le aspetta. E sa che arriveranno, e potrà chiedere gentilmente di uscire. È ovvio che il manager tenti di innescare un meccanismo di osmosi dal super-manager, ma come fare senza parlare? La parola la prende il super-manager - lui si che può! - ma solo per domandine semplici semplici. Insomma, il discorso non parte.

Ci penserà il cieco tabagista a sconvolgere gli equilibri insonori. All’inizio, entrando col bastone in aria e chiedendo un posto: prima di capire che fosse cieco, ci chiedevamo se facesse scherma. Poi, propinando domande a tutti: a che ora arriva il treno? va a Bologna vero? quante fermate fa? Infine, con un’invettiva per i treni sempre in ritardo. Arrivati a Bologna, poi, siamo tutti coinvolti nella ricerca della busta di tabacco che non trova più: simpatico, però!

Non so come, ma a Milano son riuscito a farmi rifilare un biglietto Bologna-Ferrara in Eurostar, per un prezzo folle di quasi 10 euro. Per Codigoro non si può comprare, perché quella tratta non è di Ferrovie dello Stato ma di Ferrovie Emilia-Romagna, ex Ferrovie Padane. Un tempo si poteva, poi hanno aggiornato i terminali per aumentare il disservizio.

Speravo a Ferrara di trovare un bagno con acqua corrente, sapone e asciugamano di carta. Ma è un’estrazione a sorte. C’é l’asciugamano, ma non il sapone? Nooo! C’è il sapone ma manca l’asciugamano? Nooooo! Piuttosto: C’è il sapone, ma non l’acqua corrente: te ne accorgi sempre troppo tardi. Alla stazione di Ferrara stanno rifacendo i bagni da ormai sei mesi: credo stiano togliendo le piastrelle e affrescando.

Il viaggio verso casa è un sogno. In tutto il treno ci sono due persone: io e il conducente. Finalmente mi tolgo le scarpe e allungo i piedi sul sedile, e aggancio con la scrittura il tempo presente: la mamma ha già chiamato, la batteria del laptop mi sta lasciando. E il futuro? Vedremo, vedremo…

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Nov 06 2006

.:stay hungry, stay foolish

Tag: because you tube, lifestyletuka @ 3:49 pm

I found today on YouTube, the speech of Steve Jobs for the Commencement at Stanford ‘05. I wasn’t there, but I listened to it following a link on Stanford’s website.

I might be getting cheesier with age, but I find it a very honest and moving speech. Something rare to hear here.

I’m committing myself to be energetic, and a positive dreamer. It might seem late, but it’s never too late. And thesis is almost over!